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giovedì 14 febbraio 2013

Notizia

Ho preferito lasciare spazio per qualche giorno al resoconto del CCD, adesso recupero una notizia ormai non più nuova, ma importante.
Sul Corriere della Sera di qualche giorno fa spazio agli astrofisici dell'Insubria, in attesa di pubblicazione.
Complimenti!

lunedì 21 gennaio 2013

Processo l'Aquila



Vorrei proseguire con un approfondimento lungo la linea tracciata 3 mesi fa da Federica, quando ci riportò con grande imparzialità l'importante fatto di cronaca della sentenza nel processo dell'Aquila, nel quale la commissione "Grandi rischi" è stata condannata a sei anni di reclusione per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Commissione comporta da uomini di scienza a cui è stato affidato un ruolo pubblico molto importante.

Ieri sera al programma Presa diretta su rai 3, hanno fatto un'analisi approfondita dell'intera vicenda e ciò che esce fuori esula da facili ed affrettate conclusioni, come troppe se ne sono sentite nei giorni successivi alla sentenza. Ciò che i media hanno riportato, o ciò che l'opinione pubblica ha voluto sentire, sarebbe che la sentenza storica emessa dal giudice Marco Billi accusa gli scienziati di non aver previsto il terremoto che devastò la provincia dell'Aquila il 6 aprile 2009.
Reazioni di sconcerto da ogni parte del paese, anche da personalità di spicco della politica:
«Questa sentenza è la morte dello stato di diritto e una follia allo stato puro - ha commentato il leader Udc, Pier Ferdinando Casini - . L'obbligo previsionale in ordine a eventi tellurici è sancito»
«È una sentenza un po' strana e un po' imbarazzante: chi sarà chiamato in futuro a coprire questi ruoli si tirerà indietro» ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani.
Si è detto «avvilito, disperato» Enzo Boschi, ex presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). «Pensavo di essere assolto - ha aggiunto - ancora non capisco di cosa sono accusato». 
                
I terremoti non si possono prevedere da nessuna parte nel mondo, ma ciò che va precisato è che non è per non aver fornito la magnitudine, la data e l'ora del terremoto che i 7 scienziati sono stati giudicati colpevoli. Bensì per la loro negligenza, irresponsabilità, frettolosità nel sentenziare che la probabilità di un terremoto in quella zona ed in quel periodo, a seguito di prolungati sciami sismici, è molto bassa.
Siamo nel campo delle probabilità e noi del settore sappiamo benissimo cosa ciò significhi, ma sappiamo anche che la matematica è in grado di fornirci modelli previsionali affidabili basati sulla statistica, accumulata in un centinaio di anni di archiviazione di eventi sismici (rapporto Barberi, INGV).
La comunità scientifica sapeva che in quella zona la probabilità sismica è elevata e che a seguito di un prolungato sciame sismico non ci sono prove che un terremoto di magnitudo alta non si possa verificare.

Ciò che esce fuori dal reportage di Presa diretta è che le conclusioni deliberate dalla commissione quella sera del 31 marzo (7 giorni prima della scossa), sono state prese a tavolino, per una volontà politica superiore. In particolare il capo della protezione civile Bertolaso viene colto in una intercettazione mentre incita la commissione a ritrovarsi per sentenziare che non esiste rischio di un forte sisma, per tranquillizzare la popolazione (la riunione dura solo 1 ora). Dunque i 7 ingenui scienziati ci hanno solo messo la faccia, la firma, per dare autorevolezza a quella rassicurazione.
Lo stesso Enzo Boschi dice di non essere stato affatto d'accordo con le conclusioni di quella riunione, poiché la scienza (e dunque tutti i membri della commissione) sapeva benissimo che il rischio era indubbiamente alto. Ma allora ci si chiede come mai nessuno di quegli eminenti accademici abbia alzato la mano per dare voce alla scienza?!?
Uno dei familiari delle vittime ha appunto commentato dicendo: "La scienza non era presente in quell'aula". 

martedì 23 ottobre 2012

Una notizia

Il Tribunale dell'Aquila ha condannato i componenti della Commissione Grandi Rischi che si incontrò il 31 marzo 2009 per valutare i rischi legati allo sciame sismico in corso in Abruzzo:

Enzo Boschi - presidente INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
Claudio Eva - fisico università di Genova
Bernardo De Bernardinis - vicecapo Protezione Civile, presidente Ispra
Franco Barberi - vicepresidente Commissione Grandi Rischi
Mauro Dolce - protezione Civile
Giulio Selvaggi - responsabile Centro Nazionale Terremoti
Gianmichele Calvi - Eucentre (European center for training and research in earthquake engineering)

a sei anni di reclusione per "non aver allertato", anzi aver "minimizzato" i rischi di un terremoto a L'Aquila.

Esprimere un'opinione è difficile e probabilmente inopportuno: significherebbe ritenersi pari ai giudici che hanno preso la loro decisione dall'alto di un buon numero di anni d'esperienza; tuttavia è impossibile sottrarsi se non altro a una riflessione: ci interroga, noi "scienziati".
Siamo ancora qui: alla rivendicazione della responsabilità dello scienziato nei confronti della società, a domandarci quale sia il suo ruolo, fin dove arrivino le sue competenze, e in quale punto il suo dovere di uomo di scienza sfoci nella coscienza individuale?
Bisogna attendere le motivazioni della sentenza per evitare commenti fuori luogo (per il momento vi allego il Verbale della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009), eppure è difficile stare zitti...
Qualunque siano state le motivazioni, ci scuotono. Scuotono l'ingenuità di una classe di persone che probabilmente non si era resa conto di avere tanta responsabilità nei confronti dell'opinione pubblica, ma che soprattutto aveva forse sottovalutato l'impatto che la comunicazione della scienza può avere.
Una condanna a sei anni di reclusione può passare anche dal significato del termine "probabilità".

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HEISENBERG: Un fisico ha il diritto morale di lavorare allo sfruttamento pratico dell'energia atomica?
(Copenaghen, Michael Frayn)

GALILEO: (...) Il peggio è che, tutto quello che scopro, devo gridarlo intorno. Come un amante, come un ubriaco, come un traditore. E' un vizio maledetto, mi trascinerà alla rovina.
(Vita di Galileo, Bertolt Brecht)

HEISENBERG: Intanto tu stavi lasciando la Svezia per Los Alamos.
BOHR: Per interpretare la mia piccola ma utile parte nell'uccisione di centomila persone.
MARGARETHE: Niels, tu non hai fatto niente di male!
BOHR: No?
(Copenaghen)

GALILEO: Scopo della scienza non è tanto quello di aprire una porta all'infinito sapere, quanto quello di porre una barriera all'infinita ignoranza.
(Vita di Galileo)


domenica 3 luglio 2011

Troppa grazia...

Ma guardate su VareseNews come parlano bene di noi! Effettivamente  che io sappia i fisici che arrivano dal varesotto non sono molti, chissà che possano aumentare...

lunedì 6 giugno 2011

Asimmetrie nr. 11

L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ormai da anni pubblica un bellissimo periodico di informazione scientifica, Asimmetrie, che in ogni numero si occupa di una particolare tematica legata (chiaramente) al mondo della fisica, dal prossimo-venturo ILC alle onde gravitazionali, passando per l'elusivo neutrino e per il bosone di Higgs.

Il numero che mi è arrivato oggi nella cassetta della posta mi sembra particolarmente interessante, trattando un argomento generale e affascinante come il ruolo delle simmetrie (e delle asimmetrie) in fisica da Noether in poi, tanto che mi pare il caso di far conoscere il più possibile questa pregevole iniziativa.

Questa uscita (come le precedenti) si può leggere integralmente on line a questo indirizzo, ma consiglio caldamente a tutti gli studenti e ai lettori occasionali interessati di fisica di abbonarsi (gratuitamente) al periodico, perché ogni numero è una lettura decisamente interessante e stimolante.

Buono studio e buoni esami!
danG

lunedì 30 maggio 2011

Tra la non-linearità e i Jefferson Airplane

Ragazzi, oggi su La Provincia è uscito un articolo (anche ben scritto per essere su un quotidiano locale, almeno secondo il mio parere da non praticante di non linearità) sull'ultimo lavoro del prof. Casati, che ha avuto una buona eco anche oltreoceano.

Che Casati sia un grandissimo fisico lo sappiamo bene, ma dalla foto che è comparsa sul sito de La Provincia più che un fisico sembra uno dei Jefferson Airplane!

Casati in un fotomontaggio di Mauro Montanelli
foto by COMO (La Provincia)




sabato 28 maggio 2011

Inventare il futuro - 7000 cocuzze in palio

Segnaliamo un interessante concorso proposto dall'università di Bologna (unibo.it). So tratta di premiare la migliore proposta che utilizzi nuove tecnologie con lo scopo diretto di migliorare il livello di convivenza civile e sociale, o a risolvere alcune problematiche della vita delle persone.
Sicuramente un'idea molto interessante e ambiziosa. Se qualcuno è interessato, il link del concorso è qui. C'è anche un interessante premio in denaro.

mercoledì 24 novembre 2010

E' arrivato!!!

E' arrivato! Finalmente, dopo anni e anni di attesa, notti insonni, pianti a dirotto e giornate passate a sospirare, è arrivato finalmente il sito di Amazon Italia!

Personalmente sono un estimatore dei servizi della grande A, anche se ho fatto acquisti sul loro sito (specialmente libri in inglese) un numero ristretto di volte, causa anche il non chiarissimo sistema di commissioni sulle spese di spedizioni. Di fatto, per capire quanto si sarebbe pagato per l'acquisto di un prodotto, era sempre necessario (dopo essersi registrati, se stessi e la propria fedele compagna, la carta di credito) giungere fino al penultimo passo dell'acquisto, subito prima della conferma, per vedere la fatidica cifra, quella delle spese di spedizione.

Finalmente si potrà accedere a un vastissimo catalogo di titoli molto raramente reperibili in lingua italiana (penso a uno splendido libro di acustica che ho comprato qualche mese or sono) e abbattere considerevolmente le spese accessorie. Si legge infatti nella pagina principale che a fronte di una spesa fissa di 10 € all'anno, tutte le spedizioni saranno effettuate gratuite.

Niente da dire, se non benvenuto...

mercoledì 6 ottobre 2010

Posto un'email che mi è arrivata da una coordinatrice dei ricercatori (Gloria Tabacchi):

Vi sembra degno di un Paese Civile che una legge indecente che smantella l’Università pubblica e deruba i giovani (e anche i meno giovani) del loro futuro debba essere emanata, e per di piu' in questo modo sconcio? 23 ore di fila di discussione alla camera per 600 emendamenti ????

Vale cosi' poco il nostro lavoro e la nostra funzione sociale? Davvero non conta piu' nulla la formazione delle generazioni future? Non dovrebbe essere l'universita' il riferimento culturale e morale di ogni paese che si aspiri a definirsi civilizzato? Vogliamo davvero lasciargli fare una schifezza del genere?

Mettiamoci una mano sulla coscienza e usiamo tutti i mezzi che abbiamo a disposizione per dire NO.

1) PER FAVORE vi prego di diffondere il piu possibile questa notizia.

2) Partecipiamo numerosi a assemblee e iniziative per comunicare le ragioni della protesta fuori dalle aule universitarie.

3) A Milano il giorno 8 corteo di tutti gli atenei lombardi / studenti medi a partire dalle 8.30 da Festa del Perdono. Segue assemblea a partire dalle 12.30. Auspico numerosa partecipazione da Como. Vi comunicherò tramite volantino i dettagli.

4) Per iniziative dei ricercatori della rete29aprile insubria consultate il blog:
http://r29ainsubria.wordpress.com/ oppure contattate indirizzo email r29ainsubria@googlegroups.com

Personalmente non approvo le modalità della protesta, anzitutto perchè mi risultano poco chiare e perchè c'è una chiusura agli studenti che non la pensano come i ricercatori, ma credo che oggettivamente riservare a una riforma di gran parte del sistema accademico nazionale un solo giorno per la discussione finale sia esagerato.

A mio avviso, ci sarà comunque poco da fare: per tanti altri provvedimenti si è proceduto a colpi di decreto legge o di fiducia, dunque non ci si può meravigliare. Perlomeno, la cosa non mi meraviglia.

mercoledì 22 settembre 2010

carissimi,
sulla provincia di ieri hanno dedicato un'intera pagina alla nostra universita'.
La prima parte era piu' che altro dedicata a Varese e alle varie promesse fatte e non mantenute sulla comunicazione delle due citta'.
La seconda parte sembra molto piu' interessante in quanto fa delle considerazioni all'interno del contesto nazionale, e di questa mi ha particolarmente interessato la classifica fatta considerando il voto di maturita' degli iscritti.. A quanto pare da noi solo circa il 14% degli iscritti ha un voto di maturita' superiore del 90, quindi si faceva un discorso sul fatto che i ragazzi piu' brillanti preferiscono scegliere un'universita' piu' prestigiosa a livello internazionale..

Dunque mi chiedo, perche' non mostriamo un po' di piu' i nostri trofei?
Abbiamo docenti di fama internazionale, perche' non "vantarcene" un po' di piu'?
Alcuni ragazzi potrebbero prescindere dal nome dell'universita' e capire quale sia il suo reale valore e vantaggio. Dico questo in quanto io feci la scelta Insubria perche' avevo saputo che le persone che ci lavorano sono tra i migliori.


Per chi volesse leggere la pagina de La Provincia la trova qui in formato pdf.

domenica 19 settembre 2010

Chiarimenti su economia e dintorni

Come alcuni di voi avranno sentito, dopo l'ultima travagliata seduta Senato Accademico il rappresentante degli studenti di Como nell'alto consesso ha convocato una conferenza stampa dei rappresentanti degli studenti per cercare di fare un po' più di chiarezza sullo stato attuale dell'Università dell'Insubria.

La notizia della conferenza stampa è arrivata prendendo noi rappresentanti di Scienze un po' di sorpresa, ma personalmente ho deciso di partecipare per incontrare e parlare con gli altri rappresentati di Como delle recenti polemiche che hanno avuto al centro  il polo comasco dell'Insubria. Che se è vero che la nostra Università ha atavici problemi di comunicazione, anche noi nel nostro piccolo abbiamo le nostre colpe. 

Per la cronaca della conferenza stampa mi affido alla ben più consona penna di Valentina Nichele per bagai de comm:



Ieri mattina presso il Teatro Sociale di Como i Rappresentanti degli Studenti dell’Università Insubria di Como hanno indetto una conferenza stampa. Lo scopo era quello di far sentire la propria voce soprattutto con riguardo ai recenti avvenimenti che recentemente hanno scosso il polo comasco. Primo fra tutti il caso dello non attivazione per l’a.a. 2010/2011 del corso di Economia e Management. Gli studenti hanno duramente criticato la scelta di accettare le nuove immatricolazioni con riserva, e far sborsare alle famiglie 650€ senza alcuna certezza. “Sintomo di ben poca serietà”. Per di più “il caso Economia” afferma Federico Gilardoni, rappresentate degli studenti, “è stato aperto e chiuso senza permettere una discussione adeguata e approfondita in merito”. Altro grande problema avvertito dagli studenti è stato esposto da Luca Parravicini, rappresentate degli studenti al CdA: “il continuo favoritismo nei confronti della sola sede varesina è inaccettabile in unauniversità bipolare per statuto” e che “Como deve smettere di sentirsi inferiore a Varese, nei confronti della quale non abbiamo nulla da invidiare”. Hanno poi preso la parola il Decano della facoltà di Giurisprudenza Prof Albertoni e il presidente Univercomo e Fondazione Cariplo ing. Castiglioni evidenziando come la città di Como abbia una così grande potenzialità sul proprio territorio, che con rammarico non si riesce a sfruttare. Anche il vicesindaco Molinari è intervenuta rimarcando la mancanza di un interlocutore. Abbiamo una risorsa come quella dell’Università che porta a Como 5000 studenti,eppure non si riesce ad integrarla nel territorio. Como non riesce ad essere città universitaria, anche perché si avverte la totalemancanza di cooperazione e collaborazione con le istituzioni, più volte auspicate nella conferenza. Sulla querelle rettore Dionigi gli studenti sono stati sottili e non si sono sbilanciati, ma hanno fatto intendere che è un problema da affrontare. Il tema si affronterà; è stato solo rinviato.

 Sulla stampa locale, credo che il pezzo che più trasmette il senso e il contenuto delle dichiarazioni degli studenti sia quello di Andrea Bambace per il Corriere di Como.




Mi permetto di aggiungere alle cronache alcuni punti dell'intervento del decano prof. Albertoni che ho particolarmente apprezzato, dove denunciava fortemente il fatto che l'università italiana negli ultimi trent'anni si è "retta sugli abusi", nei confronti dei ricercatori che non dovrebbero fare lezioni che invece fanno, di professori che (come lui ai tempi in cui insegnava alla Statale di Milano) hanno dovuto fare esami a 2000 studenti quando non possono superare i 500, e degli studenti che erano costretti a seguire le lezioni nei cinema, per cui basta "rispettare la legge" (come fanno ora i ricercatori) per bloccare l'università italiana. Oltre a ciò il decano ha sostenuto che certamente si deve creare un legame tra università e territorio, ma questo non deve incidere su una sacrosanta autonomia dell'Università. Un intervento che mi ha colpito  per chiarezza e incisività, e che pochi hanno citato.


Il comportamento dell'Insubria per quel che riguarda il "misterioso caso economia" ha dell'incredibile. Ricapitoliamo per chi si fosse perso qualche puntata di questo dramma universitario: il consiglio di facoltà di Economia per ben due volte si esprime a favore della non attivazione del corso di economia e management a Como per carenza di docenti alla luce della famosa legge 270. Con una presa di posizione che definirei irrituale il senato accademico va contro il volere della facoltà e decide di attivare ugualmente il corso nonostante permangano i problemi sul numero di docenti. Il corso per questo motivo non compare nella pagina del MIUR dei corsi di laurea in economia. A questo punto arriva il colpo di classe: il 2 agosto con un comunicato stampa a sorpresa l'Insubria informa che le iscrizioni a economia sono "aperte con riserva", nel senso che ci si può iscrivere pagando la prima rata, ma nulla garantisce che il corso venga attivato (in caso di non attivazione la rata viene rimborsata, ci mancherebbe altro). Chiaramente con queste premesse le immatricolazioni al corso di economia non vanno oltre la ventina e il corso viene sospeso definitivamente nell'ultimo senato accademico. 


Questa maniera di agire è stata aspramente criticata nella famose mail che sono girate tra professori e personale nei giorni scorsi, e anche io la trovo francamente imbarazzante.


Questa Università ha delle risorse. Per quella che è la mia esperienza posso testimoniare un'ottima qualità della didattica, una ricerca scientifica di prim'ordine e un'ottimo rapporto docente-studente. Ma non smette mai di fare autogol di immagine con operazioni come quella della sospensione di economia. Non smette mai di stare in silenzio quando si dice e si scrive di tutto su di essa ed è indispensabile un chiarimento che metta a tacere voci e illazioni più o meno fantasiose.




Da un certo punto di vista non smette mai di stupirmi. 






dan

martedì 14 settembre 2010

LA RESA DEI CONTI

A quanto pare si è arrivati alla resa dei conti tra il Rettore Dionigi e parte dei professori dell'Insubria. Per chi non lo sapesse i presidi Serra e Rocca (Economia) e l'ex preside di Medicina Cherubino hanno chiesto le dimissioni di Dionigi e dei vertici dell'Ateneo.


Personalmente ero rimasto "fuori dal mondo" per quasi tutta l'estate e la notizia mi ha colpito trovandomi pronto come una marmotta nel mezzo del letargo, quindi non posso fare altro che segnalare gli articoli de La Provincia e del Corriere di Como sulla questione (a firma rispettivamente di Michele Sada e di Andrea Bambace) e l'editoriale di Renzo Romano.


Ecco un altro articolo da La Provincia di Varese.


Prepariamoci, sarà un duro rientro.

giovedì 29 luglio 2010

Collaboratori cercansi

Ciao a tutti,
noi del Quanto, in vista di un ampliamento delle possibilità editoriali (probabilmente ci stampano) nel prossimo futuro, stiamo cercando collaboratori. Non è importante quanto tempo a disposizione abbiate, sono disponibili anche posti per aspiranti mantenuti.

Quello che ci preme anzitutto è allargare le vedute della redazione, avere nuove idee, e magari, se proprio avete tempo, aggiungere la quarta pagina al giornale includendo qualcosa di nuovo.

Se siete disponibili, ve ne saremo eternamente grati.

venerdì 2 luglio 2010

Strikes could 'break' Italy's universities

Anche su Nature parlano parlano di cosa potrebbe succedere/accadra' alle universita' del nostro paese se questa riforma sara' approvata...

Qui il link

mercoledì 6 gennaio 2010

Premi No Bel 2009

All'inizio di questo 2010 è bello ricordare i momenti più significativi dell'anno appena trascorso; gentili signore e signori, l' H Demia dei premi No Bel ha l'onore di annunciare i vincitori dell'onoreficenza per l'anno 2009.

Premio No Bel per l'INNOVAZIONE TECNOLOGICA
a MASPERO MATTEO
per l'impegno profuso nella realizzazione e organizzazione di due utili blog in meno di un mese.

Premio No Bel per l'ECONOMIA
a prof. GORINI VITTORIO
per la scelta di risparmiare sulle sessioni d'esame in periodo di crisi.

Premio No Bel per l'IMPRENDITORIA
a GUFFANTI DANIELE
per l'idea di riciclare le conoscenze acquisite in campo lavorativo, proponendosi come designer di decorazioni in stile Matlab per carte da parati e da regalo, e come uomo nuovo della Giochi Preziosi grazie al Gioco dell'Oca per fisici presto in vendita nei migliori negozi.

Premio No Bel per l'UMORISMO
a DALLA PIAZZA FRANCESCO
per l'ironia insita in una mail intitolata "Regalo di Natale" che portava con sè sulla sua slitta trainata da renne un carico di esercizi di Meccanica Analitica.
Nella stessa categoria, menzione d'onore
a prof. LUGIATO LUIGI
per la battuta: "Forse sono andato un po' troppo veloce..."

Premio No Bel per l'OTTIMISMO
a CARBONE ANNALISA
d'incoraggiamento.

Premio No Bel per la LETTERATURA
a DORONZO MICHELE
per l'opera "Un giorno di neve un fisico..."
pubblicata poco fa su queste reti.

Premio No Bel per l'INGEGNO
a prof. SETTI ALBERTO
per i sacchetti di plastica sulle scarpe e negli zaini nei giorni di pioggia.

Premio No Bel per la (anti)POLITICA
a LAMPERTI MARCO
per l'impegno profuso nel riportarla in sede di via Valleggio.

Premio No Bel per la MODA
a prof. ARTUSO ROBERTO
per le camicie, le scarpe e quant'altro.

Premio No Bel per la COMUNICAZIONE
ai GIORNALISTI
d'incoraggiamento
in vista dei prossimi articoli che parleranno di noi.
Menzione speciale
a NEGRINI LORETTA
per l'opera di comunicazione effettuata con successo in occasione della riunione col preside.

Premio No Bel per l'ECOLOGIA
all'UNIVERSITA' DELL'INSUBRIA
per le temperature caraibiche in via Anzani, polari in via Castelnuovo, i rubinetti spenti e l'elettricità mancante in via Valleggio.
Riconoscimento per
TAGLIABUE MARTINO e FUSI ROBERTO
che si impegnano nella riduzione degli sprechi nel campo del vestiario invernale.

MIGLIOR FOTOGRAFIA
dell'anno 2009
è risultata essere "Studenti del Poli",
pubblicata dal Corriere di Como in data 28 novembre circa,
che ritraeva due studentesse di Fisica dell'Insubria.

Il Premio per la MIGLIOR COLONNA SONORA
va di diritto all'operaio di zona accanto alla V3P e alle sue allegre canzoni, accompagnato dall'Orchestra del Cantiere.

La CITAZIONE
dell'anno 2009
è: "Siamo bravi in ciò che ci piace, e ci piace ciò in cui siamo bravi",
del prof. SETTI ALBERTO.
Menzione d'onore nella stessa categoria per gli ornitorinchi del
prof. GUARNERI ITALO.

La cerimonia di premiazione si terrà il giorno 29 Febbraio 2010 nella sede dell'Università di via Valleggio. L'agenzia di catering Gorini&Bondani sarà lieta di offrire ai partecipanti un rinfresco.

martedì 15 dicembre 2009

Domande scomode sull'università

Dopo la segnalazione di Daniele mi sono accinto a leggere La Provincia di Domenica 13/12/09 nella quale si parla della nostra università. Dopo aver letto l'articolo di Sada riguardo alle posizioni di Taborelli mi accorgo che nelle opinioni appare un altro articolo riguardante l'Università dell'Insubria scritto da un certo Guglielmo D'Occam. Già nelle premesse mi accorgo che c'è qualcosa che non va: "Premesso che uno studente capace non sceglie l'università in base alla localizzazione e, se ammesso ad Harvard, non sta a chiedersi se Cambridge sia vicina o meno a dove abita". Proseguendo nell'articolo si parla dei motivi per cui, secondo l'autore, sia stata instituita un'università comasca: "Si intende catturare quella fascia di studenti che non hanno le capacità e l'ambizione di frequentare università eccellenti ed impegnative come quelle di Milano, Pavia, Torino. Le ammissioni saranno più semplici, le facoltà meno prestigiose ed i corsi meno impegnativi".
Evidentemente questo D'Occam sarà pure un affermato economista o giurista che ha saputo darsi da fare negli anni da studente e nella sua carriera successiva, ma mi sembra di capire che ormai per lui sia giunto il tempo, in quanto dall'articolo si evicono alcuni evidenti effetti derivanti dalla vecchiaia, specialmente a livello encefalico. Prima di tutto non riesco a capire per quale motivo uno studente dovrebbe scegliere Milano o Pavia o Torino come università quando può comodamente prendere un autobus ed essere arrivato a scuola cosi potendo investire tutto il tempo risparmiato nel viaggio in studio o comunque attività diverse dal sonnecchiare sul treno. Forse l'argomentazione dell'articolo si basa sul fatto che i docenti aventi cattedra in prestigiose università siano di gran lunga più bravi di quelli stanti in un piccolo ateneo come il nostro, peccato che nel caso in cui il docente sia impegnato con 150 studenti non possa rispondere a tutte le domande poste da questi ultimi rendendo cosi la sua bravura superflua o perlomeno "inutilizzabile". Seconda cosa (ed è qui che si notano gli effetti della senilità), forse il signor D'Occam confonde la nostra non ambizione e l'incapacità con la furbizia di chi ha deciso di non buttare via le ore e la pazienza solo per la rinomatezza del nome di un ateneo. Per quanto riguarda i corsi meno impegnativi non commento neanche. Sarei molto curioso di sapere quanto è alta la media della classe del 2°anno di Fisica di una qualunque università di Milano per fare un bel confronto con la nostra. Mi sono sentito offeso e dispiaciuto per questo insulto da parte di uno che la Fisica non sa neanche cos'è (anche se il suo discorso era genralizzato), di quanto sia tosta e di quanto sia bella. Spero solo che sia l'ultimo.


Michele

lunedì 30 novembre 2009

Noi strani fisici

Più sorprendente della teoria della relatività. Più incomprensibile della meccanica quantistica. Più inaccessibile della teoria delle stringhe. La cosa più complicata in assoluto che un novello aspirante fisico deve riuscire a superare durante il suo percorso accademico è un’altra. Il vero problema, la domanda senza risposta, il vaso di pandora da scoperchiare è di tutt’altro genere. Ad un certo punto della propria vita, senza preavviso, magari mentre sta percorrendo in bicicletta il tunnel dell’LHC, o mentre sta registrando dati in laboratorio con un rivelatore di particelle, o persino mentre sta guardando in streaming l’ultima puntata di “The big bang theory”, (insomma, in un momento qualsiasi), capita che il fisico si discosti dal suo torpore giornaliero e si domandi: “Perché siamo così strani?”.
E’ inevitabile. La nostra società non ci apprezza come dovrebbe. Veniamo spesso visti come quegli strani tipi che si divertono a cronometrare le oscillazioni di un pendolo, o che si domandano del perché la massa inerziale sia uguale a quella gravitazionale, o che ridono a battute del tipo:
“Un giorno un contadino scoprì che le sue galline non facevano più uova. Così si rivolse ad un fisico per risolvergli il problema. Il fisico raccolse dei dati, li analizzò, fece un po’ di calcoli ed infine disse: Ecco, ho trovato la soluzione! Però funziona solo con galline sferiche nel vuoto.”
Etc. etc. …
Persino il nostro stereotipo è cambiato: siamo passati dal matto ma geniale Einstein con la lingua di fuori al professor Frink dei Simpson. Una caduta di stile non indifferente. Però, senza di noi, non ci sarebbero la radio, la televisione, la tac, l’automobile e nemmeno il telefonino! Certo, si potrebbe commentare che quando ti si rompe uno di questi oggetti non vai da un fisico a farteli aggiustare, però egli comunque ne conosce il funzionamento in linea teorica!
Siamo talmente in minoranza rispetto al totale della popolazione che su Nonciclopedia la voce “Fisico” ha solo 12 righe, contro le 97 di “Ingegnere”, per non parlare della qualità delle battute … (A questo proposito, lancio qui una campagna per auto-insultarci fino ad almeno 100 righe, per non essere da meno degli ingegneri!)
Comunque, penso che il problema non sia nostro. Le persone si domandano come possiamo interessarci a questioni che loro reputano non importanti; io invece mi chiedo come sia possibile NON interessarsene! Come si fa a non apprezzare la bellezza delle equazioni matematiche? Com’è possibile non stupirsi davanti alla capacità di descrivere così sottilmente fenomeni fisici apparentemente inspiegabili? Come si spiega il fatto che, dopo che in classe avevamo studiato le equazioni del moto di un proiettile, recatomi a casa ed effettuando l’esperimento del lancio di una penna davanti a mia sorella di 15 anni esclamando: “Guarda, un moto parabolico!”, lei mi abbia guardato come un cretino?
Ci sono cose noi fisici non possiamo neanche immaginare …

sabato 28 novembre 2009

Le migliori invenzioni del 2009

La rivista "Popular Science" pubblica la sua classifica dei prodotti più innovativi fabbricati nel 2009 dal settore automobilistico, alla medicina, all'aeronautica spaziale. Dieci giocattoli che ci proiettano direttamente nel futuro grazie ad una tecnologia avanzata merito della ricerca.



gallery

mercoledì 18 novembre 2009

Rassegna stampa




Ovvero: "dicono di noi"...



Da La Provincia del 18 novembre: news da Informatica, la famosa iniziativa della Vetrina delle Università alla quale siamo dati come partecipanti, e infine una pagina intera dedicata "a noi" (titolo: "Il cielo in più d'una stanza: a Como s'inventa la luce").


p.s. prima risposta: per il liceo Terragni di Olgiate -che pensavo di non aver contattato- è un quasi sì.
p.p.s le immagini non si vedono...per l'articolo grande andate sul sito del giornale: dalle 21 è on line, pag.10...