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sabato 30 aprile 2011

Albionics LIVE!!




Ciao a tutti,

anche se un po' in ritardo, vi annuncio un evento imperdibile: l'ultimo concerto con l'attuale formazione degli Albionics, il notissimo gruppo indie rock in cui suono.

Suoneremo domani 1° maggio alle 20:30 all'oratorio di Olgiate Comasco (CO), accompagnati dal soave profumo del crotto, che offre a prezzi modici dalle salamelle al fritto misto, dall'acqua di fonte al Morellino di Scansano.

Per info e ascolto preventivo di alcune delle canzoni che faremo (quasi tutti pezzi nostri), potete visitare il nostro sito o la nostra pagina facebook.

Venite numerosi!!

mercoledì 24 novembre 2010

E' arrivato!!!

E' arrivato! Finalmente, dopo anni e anni di attesa, notti insonni, pianti a dirotto e giornate passate a sospirare, è arrivato finalmente il sito di Amazon Italia!

Personalmente sono un estimatore dei servizi della grande A, anche se ho fatto acquisti sul loro sito (specialmente libri in inglese) un numero ristretto di volte, causa anche il non chiarissimo sistema di commissioni sulle spese di spedizioni. Di fatto, per capire quanto si sarebbe pagato per l'acquisto di un prodotto, era sempre necessario (dopo essersi registrati, se stessi e la propria fedele compagna, la carta di credito) giungere fino al penultimo passo dell'acquisto, subito prima della conferma, per vedere la fatidica cifra, quella delle spese di spedizione.

Finalmente si potrà accedere a un vastissimo catalogo di titoli molto raramente reperibili in lingua italiana (penso a uno splendido libro di acustica che ho comprato qualche mese or sono) e abbattere considerevolmente le spese accessorie. Si legge infatti nella pagina principale che a fronte di una spesa fissa di 10 € all'anno, tutte le spedizioni saranno effettuate gratuite.

Niente da dire, se non benvenuto...

domenica 3 ottobre 2010

Assemblea sulla protesta dei ricercatori

Saluti a tutti,
vi segnalo che 
martedì 5 ottobre alle 14:00  in Aula Magna 
si terrà un'assemblea dei ricercatori 
aperta agli studenti e alla cittadinanza in cui spiegheranno le motivazioni della loro protesta ed esporranno le loro proposte.


E ora un po' di link: trovate l'avviso e le motivazioni della convocazione dell'assemblea qui, il comunicato stampa dei ricercatori dell'Insubria e il blog della Rete 29 aprile dell'Insubria.


Penso sia molto utile partecipare, se non altro per ascoltare le ragioni di una protesta che stiamo sentendo molto.


Nel frattempo, buona domenica!

giovedì 30 settembre 2010

RINVIO LEZIONI

Ulteriore rinvio delle lezioni deciso dal consiglio di Facolta' di Scienze Como per il giorno
18/10/2010

Tengo a sottolineare che i rappresentanti in CDF non sono assolutamente stati avvisati di questo cambiamento. L'avviso ufficiale viene messo nella sezione avvisi-orario del sito della facolta'. Tenetelo controllato perche' la data potrebbe ancora cambiare.

Ritengo che non sia assolutamente corretto che la Facolta' non invii alcun avviso per e-mail ad ognuno di noi.

domenica 19 settembre 2010

Chiarimenti su economia e dintorni

Come alcuni di voi avranno sentito, dopo l'ultima travagliata seduta Senato Accademico il rappresentante degli studenti di Como nell'alto consesso ha convocato una conferenza stampa dei rappresentanti degli studenti per cercare di fare un po' più di chiarezza sullo stato attuale dell'Università dell'Insubria.

La notizia della conferenza stampa è arrivata prendendo noi rappresentanti di Scienze un po' di sorpresa, ma personalmente ho deciso di partecipare per incontrare e parlare con gli altri rappresentati di Como delle recenti polemiche che hanno avuto al centro  il polo comasco dell'Insubria. Che se è vero che la nostra Università ha atavici problemi di comunicazione, anche noi nel nostro piccolo abbiamo le nostre colpe. 

Per la cronaca della conferenza stampa mi affido alla ben più consona penna di Valentina Nichele per bagai de comm:



Ieri mattina presso il Teatro Sociale di Como i Rappresentanti degli Studenti dell’Università Insubria di Como hanno indetto una conferenza stampa. Lo scopo era quello di far sentire la propria voce soprattutto con riguardo ai recenti avvenimenti che recentemente hanno scosso il polo comasco. Primo fra tutti il caso dello non attivazione per l’a.a. 2010/2011 del corso di Economia e Management. Gli studenti hanno duramente criticato la scelta di accettare le nuove immatricolazioni con riserva, e far sborsare alle famiglie 650€ senza alcuna certezza. “Sintomo di ben poca serietà”. Per di più “il caso Economia” afferma Federico Gilardoni, rappresentate degli studenti, “è stato aperto e chiuso senza permettere una discussione adeguata e approfondita in merito”. Altro grande problema avvertito dagli studenti è stato esposto da Luca Parravicini, rappresentate degli studenti al CdA: “il continuo favoritismo nei confronti della sola sede varesina è inaccettabile in unauniversità bipolare per statuto” e che “Como deve smettere di sentirsi inferiore a Varese, nei confronti della quale non abbiamo nulla da invidiare”. Hanno poi preso la parola il Decano della facoltà di Giurisprudenza Prof Albertoni e il presidente Univercomo e Fondazione Cariplo ing. Castiglioni evidenziando come la città di Como abbia una così grande potenzialità sul proprio territorio, che con rammarico non si riesce a sfruttare. Anche il vicesindaco Molinari è intervenuta rimarcando la mancanza di un interlocutore. Abbiamo una risorsa come quella dell’Università che porta a Como 5000 studenti,eppure non si riesce ad integrarla nel territorio. Como non riesce ad essere città universitaria, anche perché si avverte la totalemancanza di cooperazione e collaborazione con le istituzioni, più volte auspicate nella conferenza. Sulla querelle rettore Dionigi gli studenti sono stati sottili e non si sono sbilanciati, ma hanno fatto intendere che è un problema da affrontare. Il tema si affronterà; è stato solo rinviato.

 Sulla stampa locale, credo che il pezzo che più trasmette il senso e il contenuto delle dichiarazioni degli studenti sia quello di Andrea Bambace per il Corriere di Como.




Mi permetto di aggiungere alle cronache alcuni punti dell'intervento del decano prof. Albertoni che ho particolarmente apprezzato, dove denunciava fortemente il fatto che l'università italiana negli ultimi trent'anni si è "retta sugli abusi", nei confronti dei ricercatori che non dovrebbero fare lezioni che invece fanno, di professori che (come lui ai tempi in cui insegnava alla Statale di Milano) hanno dovuto fare esami a 2000 studenti quando non possono superare i 500, e degli studenti che erano costretti a seguire le lezioni nei cinema, per cui basta "rispettare la legge" (come fanno ora i ricercatori) per bloccare l'università italiana. Oltre a ciò il decano ha sostenuto che certamente si deve creare un legame tra università e territorio, ma questo non deve incidere su una sacrosanta autonomia dell'Università. Un intervento che mi ha colpito  per chiarezza e incisività, e che pochi hanno citato.


Il comportamento dell'Insubria per quel che riguarda il "misterioso caso economia" ha dell'incredibile. Ricapitoliamo per chi si fosse perso qualche puntata di questo dramma universitario: il consiglio di facoltà di Economia per ben due volte si esprime a favore della non attivazione del corso di economia e management a Como per carenza di docenti alla luce della famosa legge 270. Con una presa di posizione che definirei irrituale il senato accademico va contro il volere della facoltà e decide di attivare ugualmente il corso nonostante permangano i problemi sul numero di docenti. Il corso per questo motivo non compare nella pagina del MIUR dei corsi di laurea in economia. A questo punto arriva il colpo di classe: il 2 agosto con un comunicato stampa a sorpresa l'Insubria informa che le iscrizioni a economia sono "aperte con riserva", nel senso che ci si può iscrivere pagando la prima rata, ma nulla garantisce che il corso venga attivato (in caso di non attivazione la rata viene rimborsata, ci mancherebbe altro). Chiaramente con queste premesse le immatricolazioni al corso di economia non vanno oltre la ventina e il corso viene sospeso definitivamente nell'ultimo senato accademico. 


Questa maniera di agire è stata aspramente criticata nella famose mail che sono girate tra professori e personale nei giorni scorsi, e anche io la trovo francamente imbarazzante.


Questa Università ha delle risorse. Per quella che è la mia esperienza posso testimoniare un'ottima qualità della didattica, una ricerca scientifica di prim'ordine e un'ottimo rapporto docente-studente. Ma non smette mai di fare autogol di immagine con operazioni come quella della sospensione di economia. Non smette mai di stare in silenzio quando si dice e si scrive di tutto su di essa ed è indispensabile un chiarimento che metta a tacere voci e illazioni più o meno fantasiose.




Da un certo punto di vista non smette mai di stupirmi. 






dan

martedì 14 settembre 2010

LA RESA DEI CONTI

A quanto pare si è arrivati alla resa dei conti tra il Rettore Dionigi e parte dei professori dell'Insubria. Per chi non lo sapesse i presidi Serra e Rocca (Economia) e l'ex preside di Medicina Cherubino hanno chiesto le dimissioni di Dionigi e dei vertici dell'Ateneo.


Personalmente ero rimasto "fuori dal mondo" per quasi tutta l'estate e la notizia mi ha colpito trovandomi pronto come una marmotta nel mezzo del letargo, quindi non posso fare altro che segnalare gli articoli de La Provincia e del Corriere di Como sulla questione (a firma rispettivamente di Michele Sada e di Andrea Bambace) e l'editoriale di Renzo Romano.


Ecco un altro articolo da La Provincia di Varese.


Prepariamoci, sarà un duro rientro.

mercoledì 7 luglio 2010

Resoconto Assemblea di Ateneo

Ciao a tutti, ieri si e' tenuta l'assemblea di ateneo per discutere delle conseguenze di DDL Gelmini e manovra finanziaria sulla nostra universita' e non solo..

Purtroppo anche ieri ci siamo trovati di fronte ad un'aula magna pressocche' deserta, a Varese erano pochi ma sicuramente molto piu' di noi.
Nella prima parte dell'assemblea ci sono stati degli interventi programmati di rappresentanti di un po' tutte le componenti dell'universita' (non degli studenti e questo mi ha lasciata perplessa).
Ad ogni modo si e' sottolineato il fatto che con questa manovra finanziaria, che molto probabilmente sara' approvata a suon di fiducia, i finanziamenti alla nostra universita' per il prossimo vedranno una riduzione del 10-15%, il blocco del turnover viene irrigidito ecc..
Docenti e non solo si vedranno gli scatti di anzianita' bloccati, niente rinnovo del contratto nazionale, blocco delle assunzioni, riduzione dei fondi per formazione e missioni, blocco della progressione di carriera ecc..
Gli studenti possono quasi dire addio al diritto allo studio.
Naturalmente non bisogna dimenticare i cambiamenti per la figura dei ricercatori.

Cosa si sta facendo per protestare?

- i ricercatori si dichiarano indisposti a coprire corsi che non sono per legge tenuti a fare
- i professori si dichiarano indisposti a coprire i corsi che rimangono vacanti
- autolimitazione dei professori a tenere un solo corso (come previsto dalle norme)
- sospensione delle sessioni di esame e laurea per il mese di luglio (alcuni invece tengono sessioni di laurea in modalita' "inusuali")

Il Senato Accademico dell'Universita' di Pavia tenutosi il 21 giugno sospende, per il momento, la delibera di programmazione dell’offerta formativa dell’Ateneo per l’a.a. 2010-2011. (Link)

E noi?

Hanno dichiarato indisponibilita' alla didattica :
- 40/42 ricercatori di Scienze Varese
- 25/27 ricercatori di Scienze Como
- i ricercatori di Economia si dicono disponibili a tenere 40 ore di lezione
- i ricercatori di giurisprudenza non hanno ancora preso posizione

I ricercatori di medicina, in un'assemblea tenutasi subito prima di quella di ateneo, hanno dichiarato, il 50% di loro, l'indisponibilita' alla didattica, alla sessioni di laurea e ai test di ammissione che si terranno a settembre.

Il personale tecnico amministrativo si unisce alla protesta e dichiara sostegno ai docenti e ricercatori.

Qualche numero dall'Europa :
- Germania : manovra da 80 miliardi in 4 anni + 13 miliardi di investimenti in ricerca e formazione fino al 2013
- Francia: manovra da 100 miliardi in 3 anni e anche loro aumentano gli investimenti nella ricerca
Questa e' comunque la linea generale europea. Perche' noi facciamo sempre il contrario?

In Lombardia nei prossimi 2 anni si avranno 3 miliardi in meno..

Gia' nel 2011 molti atenei di tutta Italia non riusciranno a chiudere i bilanci.

Chiudo con qualche link utile presentato durante l'assemblea :

ricercatori-unito.it
wpage.unina.it/apezzell/sito/unidoc/
http://aperinsubria.blogspot.com/2010/07/assemblea-di-ateneo-del-6-luglio-2010.html


Noi studenti non dobbiamo rimanere indifferenti di fronte a questa situazione, ma dobbiamo lottare per il nostro futuro.

martedì 6 luglio 2010

Consiglio di Facoltà 28.06.2010

Qualche giorno fa i neo-eletti rappresentati degli studenti nel CdF hanno sostento la loro prima sessione caratterizzata da un clima soffocante come solo quello della 4.14 alle due del pomeriggio sa esserlo.

Abbiamo innanzitutto nominando i rappresentanti degli studenti nella Giunta di Facoltà e nel consiglio scientifico del SiBA. In Giunta andrà Massimiliano Mascetti mentre al SiBA saremo rappresentati da Silvia Bonfanti.



Ma veniamo al Consiglio di facoltà vero e proprio. Si è segnalato qualche problema nell'organizzazione del CCD del nuovo corso interfacoltà di Scienze Ambientali che è la "fusione" di due corsi già esistenti a Como e a Varese.

E' stata poi resa nota la distribuzione dei fondi universitari per borse di ricerca, e anche quest'anno si è optato per una divisione che non ha tenuto in minimo conto i risultati della valutazione civr... speriamo che prima o poi ci si decida a premiare la qualità, ma probabilmente è una pia illusione.

Niente di particolarmente rilevante fino a che il Consigio di Facoltà non ha approvato all'unanimità la mozione dei ricercatori che riporto qui sotto:
I ricercatori della Facoltà di Scienze MM. FF. NN. dell’Università degli Studi dell’Insubria (sede di Como) riuniti in data 28/06/2010 ribadiscono la propria astensione allo svolgimento di attività didattiche non obbligatorie per legge a partire dal prossimo anno accademico in coerenza con il documento presentato al CdF del 31/03/2010, vista finora la indisponibilità del Ministro a correggere nella direzione auspicata e richiesta dai Ricercatori Universitari, il Disegno di Legge 1905/2009. A tal fine fanno pervenire singolarmente al Consiglio di Facoltà le dichiarazioni di indisponibilità a sostenere i corsi inizialmente programmati per l’anno accademico 2010-2011. Con la presente i Ricercatori Universitari chiedono ai colleghi Professori Ordinari e Professori Associati della Facoltà un sostegno alla protesta e auspicano che i colleghi Professori di I e II fascia non svolgano azione di supplenza prendendo in carico i corsi che, per effetto della protesta nazionale indetta dai ricercatori, risulteranno così vacanti. La presente azione dei RU della Facoltà di Scienze Como è parte integrante delle manifestazioni di contrarietà al ddl attualmente in giacenza al Senato e in attesa di discussione. Analoghe posizioni sono state già espresse da molti tra gli atenei italiani in cui i ricercatori stanno predisponendosi a sospendere la propria attività didattica. Tale protesta non ha finora trovato risposta da parte dell’interlocutore principale e cioè da parte del Ministero e si prevede che il clima non possa che peggiorare per effetto della manovra economica correttiva che porrà in essere un ulteriore taglio ai finanziamenti agli atenei ed alla ricerca in generale oltre a porre mano al congelamento di ogni avanzamento stipendiale e di carriera per tutti coloro che operano nel settore universitario nazionale.
Una mozione analoga è già stata approvata dal Consiglio di Facoltà della Facoltà di Scienze di Varese.

Penso che sia tutto.

alla prossima

i rappresentanti degli studenti 

venerdì 2 luglio 2010

ASSEMBLEA DI ATENEO

E' appena stato diffuso che il giorno 6 luglio alle ore 16:30 si terra' una assemblea generale di ateneo. Questa avra' luogo nelle aule magne di via Dunant a Varese e nell'aula magna di via Valleggio a Como in video conferenza.

Qui trovate la locandina dell'evemto.

Riporto inoltre la mail giunta :

Ai Rappresentanti degli Studenti negli Organi Collegiali dell'Ateneo

Gent.m*,

come probabilmente sapete, la manovra finanziaria attuata con il Decreto Legge 31 maggio 2010, n.78, in discussione in Parlamento, prevede numerose misure vessatorie per l’università e la ricerca. Tutte le associazioni e i sindacati dell’università hanno indetto dal 5 al 9 luglio una settimana nazionale di mobilitazione contro la manovra finanziaria e contro il DdL Tremonti-Gelmini.

In questo contesto e per avere l'opportunità di discutere ed informarsi sulla situazione e le sue conseguenze è stata indetta un'ASSEMBLEA GENERALE DI ATENEO - martedì 6 luglio 2010, ore 16:30 presso l’Aula Magna di Via H. Dunant n. 3, Varese e l’Aula Magna di Via Valleggio, Como (in collegamento in videoconferenza) aperta a tutte le componenti dell'Università, nella quale verranno discussi lo stato della protesta e della mobilitazione a livello locale e nazionale, le richieste da formulare al ministero e ai parlamentari, le iniziative di supporto da intraprendere nei prossimi giorni e il coordinamento tra le varie componenti universitarie.

Riteniamo particolarmente importante la presenza e il contributo degli studenti, che dell'universita' sono non solamente i principali fruitori "diretti" (indirettamente beneficiano della formazione e della ricerca universitarie tutta la societa' a livello nazionale e - idealmente, ma non troppo - globale) bensi' anche una componente fondamentale, insieme ai professori, ai ricercatori e al personale amministrativo e tecnico. I tagli imposti dal quadro normativo in essere e in fieri colpiscono molto pesantemente anche gli studenti, prima di tutto in termini di riduzione dell'offerta didattica, di riduzione dei servizi e di verosimile futuro aumento delle tasse universitarie. Per tutti questi motivi, speriamo che la vostra partecipazione sia ampia e che vogliate anche contribuire alla discussione in aula. A questo proposito, sono previsti alcuni interventi preordinati (di non oltre 10 min l'uno) e quindi una serie di interventi liberi dei presenti (non oltre 3-4 min l'uno). Fatemi sapere eventualmente se desiderate concordare a nome degli studenti un singolo intervento preordinato (non piu' di uno, per evidenti motivi di tempo: gli altri 2-3 saranno per il personale docente e non e per i giovani borsisti e contrattisti non di ruolo). Diversamente, sara' comunque possibile intervenire in discussione prenotandosi in aula.




PARTECIPATE NUMEROSI !!!

giovedì 10 giugno 2010

Assemblea sul ddl Gelmini

Mi rendo perfettamente conto che il titolo messo così è un po' fuorviante: oggi si è effettivamente tenuta un'assemblea per discutere di ciò che implicherebbe l'entrata in vigore del disegno di legge sull'università, ma io non voglio stendere un resoconto preciso di quanto detto (troppa fatica, verosimilmente vi daremo un link per il file audio) bensì raccogliere qualche spunto e dirvi un po' come vedo la cosa. Quelle che seguono sono posizioni strettamente personali e non riflettono necessariamente il pensiero degli studenti della facoltà di Scienze, che anzi sono invitati a commentare e a ribattere.

Ma prima di iniziare, mi costringete a fare un appunto: gli studenti in sala oggi erano TRE!! Capisco che è stata una cosa organizzata un po' all'ultimo minuto, che è il 10 di giugno, che c'è da studiare un sacco e una sporta e ci sono una marea di altre cose, però vi confesso che la scarsa partecipazione studentesca per me è un po' frustrante.

Ma veniamo al nocciolo della questione: la riforma dell'università. Sulle problematiche che si aprono per i ricercatori, ne aveva già egregiamente parlato da queste parti il prof. Faccio, e al momento non c'è granché da aggiungere se non che ormai è coinvolta nella protesta la quasi totalità delle Università italiane e che i ricercatori minacciano di astenersi dallo svolgere compiti di didattica (compito che dal resto non sarebbe previsto) se la proposta di legge non dovesse essere modificata.

Una faccenda per me molto importante è la nuova composizione e i nuovi compiti del CdA dell'Università. La riforma inizialmente prevedeva che il consiglio di amministrazione fosse nominato direttamente dal Rettore e costituito per il 60% da non meglio specificati "autorevoli membri esterni". Dunque il Rettore una volta eletto provvede a nominarsi il suo CdA, portando nella governance di Ateneo la maggioranza assolta di "autorevoli membri esterni all'Università". E last but not least il nuovo CdA dovrà assumere scelte di carattere finanziario e strategico, ovvero avrà fondamentalmente potere di vita o di morte sull'attivazione dei corsi di laurea, sui dipartimenti e in ultima analisi sull'università tutta. A parte il fatto non secondario che contrariamente a quanto avviene  ora, il CdA perde il suo carattere elettivo, l'ingresso assolutamente arbitrario di imprenditori, banchieri etc. etc. non mi piace affatto. Questo è l'ultima manifestazione dell'idea (a mio avviso un po' perversa) che l'università debba funzionare come un'azienda; l'Università ha il fine ultimo di trasmettere conoscenze (e chi lo sa, magari anche "crearne"), e mi pare chiaro che il "prodotto" (la trasmissione delle conoscenze) sia ben diverso da quello di qualsiasi azienda sulla faccia della Terra. Come dovrebbe funzionare un'università "aziendalistica"? Dovrebbe limitarsi a soddisfare la domanda, qualsiasi tipo di domanda, e faccio presente che se fosse solo per la domanda (degli studenti) probabilmente non si insegnerebbe fisica (o matematica,o ...) in nessun ateneo italiano e del mondo. Inoltre l'Università è "in rosso" per definizione, perché non ci sono brevetti tanto remunerativi che possano pareggiare tutte le spese anche di una piccola università come la nostra. Tra l'altro non è automatico che un'università depositi dei brevetti: possono farlo scienziati e ingegneri, ma voglio vedere un linguista, un classicista o un filosofo a depositare un brevetto. Questo non vuol dire che le facoltà di Lingue, Lettere e Filosofia vanno cancellate, esse devono esistere anche se non danno alcun rientro in termini economici, come dal resto non danno rientri l'astrofisica, la fisica teorica, buona parte di matematica etc. etc.

Ma allora cosa spingerà un industriale nel CdA di una qualsiasi Università italiana a non eliminare una Facoltà di Lettere dalla voce spese? Alla faccia della "libera ricerca universitaria" prevista dalla costituzione e dallo stesso disegno di legge!
Probabilmente a una Facoltà scientifica come la nostra un CdA del genere potrebbe anche far bene (anche se bisogna vedere chi verrebbe nominato dal Magnifico in questo CdA...) ma ciò non rende giusta l'iniziativa.


Ultima postilla: al mondo esistono davvero Paesi che investono nella ricerca scientifica il 3% del PIL! E' davvero possibile! E non serve essere una super-potenza economica (vedi U.S.A. con il 2.61%). Il primo Paese ad investire in questo campo è Israele (su cui di tutto si può dire tranne che è un posto tranquillo) con addirittura il 4.65% del PIL (avendo già escluso il pesantissimo capitolo delle spese di ricerca in settori collegati alla difesa). Un'enormità. L'Italia è ancora saldamente ancorata poco sopra quota 1%. Però siamo sopra la Grecia! URRAH!!

Direi che ho messo già abbastanza carne al fuoco, prossimamente questo post verrà ampliato con gli altri temi che si sono trattati, magari da uno degli altri due presenti all'assemblea...

Nel frattempo buon giugno

daniele

mercoledì 21 aprile 2010

Assistenti "PAGATI" open day cercasi

Come forse saprete il 7 maggio ci sarà l'open day di tutta l'università, e la nostra facoltà in particolare proporrà un programma molto fitto e molto interessante, che vi riassumo brevemente qui sotto:
  • Mattino: presentazione della Facoltà e dei corsi di laurea, banchetti interattivi di Fisica, Matematica e Chimica dove gli studenti delle superiori potranno "mettere le mani" in sistemi particolarmente curiosi, sotto la supervisione di noi studenti e di docenti e ricercatori della Facoltà, oltre al solito stand informativo per chiedere informazioni sui corsi di laurea.
  • Ora di pranzo (13 - 14): trasferimento, probabilmente mezzo bus, degli studenti delle superiori interessati alla sede di via Valleggio; pranzo offerto dal centro orientamento, "isole" dove si potrà parlare con gli studenti di Scienze, in un clima molto conviviale, di cosa vuol dire studiare da noi. E gelato all'azoto liquido offerto dai chimici.
  • Pomeriggio: ciclo di conferenze soft, simpatiche, visite ai laboratori di Fisica (e penso Chimica) e ancora possibilità di interagire con gli studenti della Facoltà per le più disparate domande.
C'è bisogno della collaborazione di tutti voi, per poter offrire questo open day straserio. Il pagamento è in magliette dell'Insubria, senza contare la gloria, il motivo principale per cui ci sbattiamo a fare tutte queste iniziative.
In particolare, ci sono tre fasi in cui c'è bisogno di collaborazione. Ovviamente se siete disponibili solo per una o due, va comunque benissimo:
  • Preparazione dei kit distribuiti agli studenti delle superiori che parteciperanno (ci troviamo mercoledì 5 alle 16.30 in viale Masia, all'ufficio orientamento).
  • Partecipazione attiva al mattino, o come assistenza ai banchetti interattivi, o all'interno dell'aula dove ci saranno le presentazioni (per rispondere alle eventuali domande poste dagli studenti), o allo stand dell'orientamento, per raccontare la propria esperienza e rispondere alle domande.
  • Partecipazione attiva al pomeriggio, mangiando e rispondendo a domande degli studenti durante la pausa pranzo, mantenendosi a disposizione per altre domande al pomeriggio, oppure collaborando per le visite ai laboratori.
Chiunque fosse disponibile sarà il benvenuto. Fatemi sapere le vostre possibilità scrivendomi.

martedì 13 aprile 2010

Il Futuro dei Ricercatori

Ciao a tutti,
negli ultimi mesi il DDL Gelmini sulla riforma della scuola ha fatto molto discutere, mentre il progetto di riforma dell'Università sta quasi passando sotto silenzio. Tra i punti più discussi c'è il nuovo "assetto" della figura del ricercatore universitario. Abbiamo chiesto al professor Faccio, che ringraziamo per la gentile collaborazione, di spiegarci cosa sta succedendo:
Prima di entrare nel merito delle DDL Gelmini, spendo due parole per illustrare la situazione attuale del ricercatore che potrebbe essere utile per riuscire a capire le ragioni della protesta in atto.
Lo stato giuridico del ricercatore è determinato da una legge (e non da un contratto  come avviene per la maggior parte dei lavoratori). Questa legge impone pochi doveri ma concede anche pochi diritti. Il ricercatore deve compiere ricerca, anche in modo indipendente. Attualmente è previsto un solo momento di giudizio del proprio lavoro, alla fine dei primi tre anni di servizio in cui si chiede la conferma della propria posizione. 
La didattica viene svolta dal ricercatore dietro il suo consenso e in accordo con la Facoltà. Il ricercatore non è tenuto per legge a svolgere didattica. Lo fa per vari motivi: 1) oggi, il ricercatore prende servizio in un ambiente in cui fare anche didattica è la norma e non l'eccezione. Quindi "deve" farlo. 2) Solitamente lo fa anche volentieri,  anche come modo per stare a contatto con gli studenti. Didattica e ricerca si sostengono l'uno sull'altro. Un'università che svolge solo didattica lo farebbe inevitabilmente ad un livello più basso e sarebbe una specie di super-liceo. E un'università senza studenti  sarebbe culturalmente più povera.
Riassumendo: i professori associati e ordinari si incaricano di gestire ed effettuare la maggior parte della didattica, Il ricercatore si incarica di fare la ricerca. 
Questo è quello che dovrebbe essere ma la realtà è diversa.
Negli ultimi anni, immagino per far fronte ai  tagli dei finanziamenti, le Facoltà hanno continuato ad assumere ricercatori in base a esigenze di didattica e NON di ricerca. 
Con il passare del tempo quindi si è creata una situazione in cui molta della  didattica viene svolta dai ricercatori. Indipendentemente dai numeri, se oggi i ricercatori si rifiutassero di fare didattica, la maggior parte dei corsi di laurea rischierebbero la chiusura.

Veniamo ora  alla DDL Gelmini e alla protesta.
La protesta dei ricercatori ruota fondamentalmente attorno a due punti:

  1. il futuro degli attuali ricercatori;

  2. le prospettive dei futuri ricercatori.
 La DDL di fatto cancella l'esistenza del ricercatore universitario. Non è più prevista questa posizione e la legge vuole imporre agli attuali ricercatori gli stessi obblighi dei professori associati, i.e. lo svolgimento obbligatorio di almeno 350 ore di didattica. Fin qui nulla di gravissimo (anche se molti miei colleghi vedono già qui un grave problema). All'estero la figura del ricercatore a tempo indeterminato non c'è. La ricerca è svolta da personale a  tempo determinato e il personale a tempo indeterminato svolge ricerca e anche didattica. Tuttavia, questo cambiamento avviene con un'equiparazione dei doveri ma non dei diritti. Rimaniamo ricercatori con lo stipendio del ricercatore e senza la possibilità di accedere agli stessi finanziamenti e incarichi universitari (e.g. all'interno delle Facoltà e Dipartimenti) dei professori.
Peggio ancora, viene di fatto negata la possibilità al ricercatore di diventare associato, anche se lo volesse. Questo per colpa del successivo punto...

2) Il ricercatore viene sostituito da una figura a tempo determinato, quello che ad alcuni piace chiamare "tenure track".  All'estero il tenure track è una posizione di prova, solitamente di 5 anni e con cui si accede alla posizione di professore. Alla fine dei 5 anni si viene giudicati da una commissione e, se il giudizio è positivo (quasi la norma), il passaggio a professore è garantito. Ci sono pochissime eccezioni a questa regola, e.g. l'MIT che per politica interna assume solo professori dall'esterno. Ma stiamo parlando dell'MIT...
Comunque, in qualunque caso, terminata la tenure track, si è liberi di rimanere come professore oppure di andare in un'altra università.
E la tenure track italiana? Sono 3+3 anni. Alla fine di questi 6 anni si viene giudicati e si ottiene l'idoneità per diventare associato. Peccato che non vi è alcun obbligo per l'università di assumere il neo-professore. Al contrario, attualmente sono previsti tagli ai fondi per le Università che, congiuntamente all'obbligo di spendere meno del 90% di questi fondi per personale (pena l'impossibilità di procedere ad altre assunzioni) si profila una situazione in cui almeno per i prossimi 5-10 anni pochissime università in Italia potranno assumere. 
Altro dettaglio: se alla fine dei 6 anni non si prende servizio come professore, si viene esclusi dal sistema universitario italiano. Per sempre.
Quindi la domanda è: sapendo che l'università non può assumere perché non ha i soldi per farlo, voi accettereste una posizione a 6 anni senza futuro e che vi lascerà a piedi all'età di 34-36 anni, cioè proprio nel momento in cui i vostri coetanei stanno o hanno già costruito le basi per la propria carriera e.g. nell'industria?
Infine, i pochissimi "fortunati" che si sono collocati in una delle pochissime università che potrebbe assumere un associato, si troveranno in competizione con  i vecchi ricercatori dinosauri. La buona notizia è che se il preside di Facoltà ci ragiona su anche per 3 secondi, si accorgerà che la scelta ovvia a far diventare associato il tenure track (che altrimenti verrebbe buttato per strada con la perdita di forza lavoro) piuttosto che il ricercatore che già svolge la didattica di un associato, costa meno di un associato ed è già assunto a tempo indeterminato.

Nel complesso la DDL si prospetta come una legge che nel contesto italiano rischia di portare il sistema universitario al crollo. I vecchi ricercatori non avranno possibilità di carriera. Alcuni andranno all'estero, altri rimarranno. I nuovi ricercatori saranno fortemente scoraggiati dall'intraprendere la non-carriera universitaria che sarà basata solo sugli aspetti "deboli" della tenure track e senza alcuna garanzia. Anzi, nella maggior parte delle università  una garanzia ci sarà: finire per strada a 35 anni.

I ricercatori protestano non perché non accettano il cambiamento che è giusto che ci sia, ma perché vogliono evitare un cambiamento che non prospetta alcuna miglioria per l'università italiana, blocca la carriera a persone che sono state assunte in condizioni e con promesse ben diverse, rende legge il precariato e, anzi, dato il contesto italiano punta a sostituire il precariato con la disoccupazione.
Allo stato attuale mi sembra che sono una trentina le università in Italia in cui i ricercatori hanno già ufficializzato la propria posizione e la minaccia di sospendere la didattica (per l'anno 2010-2011). Le altre università, come la nostra, si stanno mobilitando ora. La protesta è coordinata a livello nazionale da Marco Merafina il quale sta anche portando avanti una proposta di modifica (la proposta "Merafina")  che sostanzialmente chiede che il ricercatore venga parificato nei doveri ma anche nei diritti all'associato e si chiede anche venga tolta o modificata la nuova figura 3+3. Ci sono ovviamente molti aspetti che qui non ho trattato, ci sono molte posizioni e opinioni diverse ma la tendenza è di cercare di mantenere una linea comune e portare avanti una sola protesta a livello nazionale. Ci sono stati alcuni incontri recenti con il governo e se tutto va  bene porteranno qualche frutto. Lo scopo della protesta non è sospendere la didattica ma cercare di evitare a tutti costi di doverla sospendere. Per cui speriamo vivamente che la sola minaccia basti per ottenere il risultato senza dover mai passare ai fatti. 

Un paio di osservazioni personali conclusive:
In tutta Europa l'investimento nelle Università sta aumentando, anche per far fronte alla crisi e nella speranza di uscirne più forti. Perché in Italia si continua a tagliare, non solo sui finanziamenti, ma adesso anche sul futuro delle persone?
Questa DDL non è diretta a ottimizzare, fortificare e migliorare l'|Università ma, per stessa ammissione del governo, è diretta a risparmiare soldi, oggi e subito, senza considerare l'impatto che questo avrà domani.
Un esempio dell'impatto, già misurabile, delle scelte italiane: è appena uscita la classifica dei paesi che investono e sfruttano di più la tecnologia e l'innovazione ICT (information and communication technology). è un aspetto importante perché il benessere di un  paese moderno poggia sulla tecnologia e sulla rete per le comunicazioni, proprio come l'impero romano poggiava sulla sua rete viaria. Bene, l'Italia sta retrocedendo e ora è 48esima. La Francia è 18esima, la Spagna attorno alla 30esima. Davanti a noi ci sono anche il Montenegro e la Tunisia.
Ognuno avrà la sua opinione e siamo tutti esperti di economia, un po' come siamo tutti esperti di calcio durante i mondiali, ma svuotare le Università e risparmiare sulla cultura è una scelta oggettivamente molto discutibile.

giovedì 1 aprile 2010

RIMPASTO DI GOVERNO (per fondo torta)

Saluti a tutti,
  siamo in campagna pre-elettorale. Direte: "ANCORA?!?!?!?". Ebbene sì, cari colleghi... A breve si voterà per il rinnovo delle rappresentanze studentesche nel Consiglio di Coordinamento Didattico di Fisica, nel Consiglio di Facoltà e nel Senato Accademico.
   Nonostante il periodo difficile e i numerosi scandali sessuali che hanno travolto i rappresentanti uscenti siamo pronti ad affrontare di petto anche questo confronto elettorale. Stiamo infatti lavorando per la presentazione delle liste e chi volesse proporre la propria candidatura è pregato di contattarmi in qualche modo affinché un'apposita commissione possa vagliare l'integrità del candidato. La questione morale ci fa un baffo.

  Il termine ultimo per la presentazione delle liste sono le ore 12:00 del 16 aprile. Prego gli interessati di agire velocemente. [Ricordo che la candidatura al Consiglio di Facoltà è aperta anche ai matematici, chimici e ambientali...]


  Sarete aggiornati sulla composizione delle liste nelle prossime settimane su queste pagine.


Vi anticipo che nell'immediato dopo-Pasqua avremo bisogno del vostro aiuto per organizzare e gestire l'open day della nostra Facoltà il 7 maggio. Ci  contiamo, e sappiamo che non saremo delusi.

Colgo l'occasione per augurare a tutti i FisicInsubri & friends una Buona Pasqua!

dan

lunedì 14 dicembre 2009

Aggiornamento stato delle cose

Ciao a tutti,
vi convochiamo a raccolta per questo giovedì 17 alle ore 13 in aula magna per un secondo incontro col preside, per un aggiornamento sulla situazione attuale delle cose.
Si sono mossi in tanti, dopo la delibera del Senato Accademico, e in occasione dell'incontro vi faremo una proposta pratica per prendere una chiara posizione come studenti di questa facoltà, e farci sentire dagli alti organi.
Venite numerosi.