domenica 19 settembre 2010

IL QUANTO E' TORNATO

Per tutti i naviganti che attendevano spasmodicamente il nuovo numero de Il Quanto dopo aver letto e riletto il numero estivo fino a impararlo a memoria e ancora di più per chi pensava che dopo la pausa estiva non saremmo mai ripartiti, ecco a voi il nuovo numero di settembre in cui il prof. Caccia ci piazza sul naso un bel paio di occhialoni di silicio per osservare fotoni e particelle.

Buona lettura!

il Quanto

Chiarimenti su economia e dintorni

Come alcuni di voi avranno sentito, dopo l'ultima travagliata seduta Senato Accademico il rappresentante degli studenti di Como nell'alto consesso ha convocato una conferenza stampa dei rappresentanti degli studenti per cercare di fare un po' più di chiarezza sullo stato attuale dell'Università dell'Insubria.

La notizia della conferenza stampa è arrivata prendendo noi rappresentanti di Scienze un po' di sorpresa, ma personalmente ho deciso di partecipare per incontrare e parlare con gli altri rappresentati di Como delle recenti polemiche che hanno avuto al centro  il polo comasco dell'Insubria. Che se è vero che la nostra Università ha atavici problemi di comunicazione, anche noi nel nostro piccolo abbiamo le nostre colpe. 

Per la cronaca della conferenza stampa mi affido alla ben più consona penna di Valentina Nichele per bagai de comm:



Ieri mattina presso il Teatro Sociale di Como i Rappresentanti degli Studenti dell’Università Insubria di Como hanno indetto una conferenza stampa. Lo scopo era quello di far sentire la propria voce soprattutto con riguardo ai recenti avvenimenti che recentemente hanno scosso il polo comasco. Primo fra tutti il caso dello non attivazione per l’a.a. 2010/2011 del corso di Economia e Management. Gli studenti hanno duramente criticato la scelta di accettare le nuove immatricolazioni con riserva, e far sborsare alle famiglie 650€ senza alcuna certezza. “Sintomo di ben poca serietà”. Per di più “il caso Economia” afferma Federico Gilardoni, rappresentate degli studenti, “è stato aperto e chiuso senza permettere una discussione adeguata e approfondita in merito”. Altro grande problema avvertito dagli studenti è stato esposto da Luca Parravicini, rappresentate degli studenti al CdA: “il continuo favoritismo nei confronti della sola sede varesina è inaccettabile in unauniversità bipolare per statuto” e che “Como deve smettere di sentirsi inferiore a Varese, nei confronti della quale non abbiamo nulla da invidiare”. Hanno poi preso la parola il Decano della facoltà di Giurisprudenza Prof Albertoni e il presidente Univercomo e Fondazione Cariplo ing. Castiglioni evidenziando come la città di Como abbia una così grande potenzialità sul proprio territorio, che con rammarico non si riesce a sfruttare. Anche il vicesindaco Molinari è intervenuta rimarcando la mancanza di un interlocutore. Abbiamo una risorsa come quella dell’Università che porta a Como 5000 studenti,eppure non si riesce ad integrarla nel territorio. Como non riesce ad essere città universitaria, anche perché si avverte la totalemancanza di cooperazione e collaborazione con le istituzioni, più volte auspicate nella conferenza. Sulla querelle rettore Dionigi gli studenti sono stati sottili e non si sono sbilanciati, ma hanno fatto intendere che è un problema da affrontare. Il tema si affronterà; è stato solo rinviato.

 Sulla stampa locale, credo che il pezzo che più trasmette il senso e il contenuto delle dichiarazioni degli studenti sia quello di Andrea Bambace per il Corriere di Como.




Mi permetto di aggiungere alle cronache alcuni punti dell'intervento del decano prof. Albertoni che ho particolarmente apprezzato, dove denunciava fortemente il fatto che l'università italiana negli ultimi trent'anni si è "retta sugli abusi", nei confronti dei ricercatori che non dovrebbero fare lezioni che invece fanno, di professori che (come lui ai tempi in cui insegnava alla Statale di Milano) hanno dovuto fare esami a 2000 studenti quando non possono superare i 500, e degli studenti che erano costretti a seguire le lezioni nei cinema, per cui basta "rispettare la legge" (come fanno ora i ricercatori) per bloccare l'università italiana. Oltre a ciò il decano ha sostenuto che certamente si deve creare un legame tra università e territorio, ma questo non deve incidere su una sacrosanta autonomia dell'Università. Un intervento che mi ha colpito  per chiarezza e incisività, e che pochi hanno citato.


Il comportamento dell'Insubria per quel che riguarda il "misterioso caso economia" ha dell'incredibile. Ricapitoliamo per chi si fosse perso qualche puntata di questo dramma universitario: il consiglio di facoltà di Economia per ben due volte si esprime a favore della non attivazione del corso di economia e management a Como per carenza di docenti alla luce della famosa legge 270. Con una presa di posizione che definirei irrituale il senato accademico va contro il volere della facoltà e decide di attivare ugualmente il corso nonostante permangano i problemi sul numero di docenti. Il corso per questo motivo non compare nella pagina del MIUR dei corsi di laurea in economia. A questo punto arriva il colpo di classe: il 2 agosto con un comunicato stampa a sorpresa l'Insubria informa che le iscrizioni a economia sono "aperte con riserva", nel senso che ci si può iscrivere pagando la prima rata, ma nulla garantisce che il corso venga attivato (in caso di non attivazione la rata viene rimborsata, ci mancherebbe altro). Chiaramente con queste premesse le immatricolazioni al corso di economia non vanno oltre la ventina e il corso viene sospeso definitivamente nell'ultimo senato accademico. 


Questa maniera di agire è stata aspramente criticata nella famose mail che sono girate tra professori e personale nei giorni scorsi, e anche io la trovo francamente imbarazzante.


Questa Università ha delle risorse. Per quella che è la mia esperienza posso testimoniare un'ottima qualità della didattica, una ricerca scientifica di prim'ordine e un'ottimo rapporto docente-studente. Ma non smette mai di fare autogol di immagine con operazioni come quella della sospensione di economia. Non smette mai di stare in silenzio quando si dice e si scrive di tutto su di essa ed è indispensabile un chiarimento che metta a tacere voci e illazioni più o meno fantasiose.




Da un certo punto di vista non smette mai di stupirmi. 






dan

martedì 14 settembre 2010

LA RESA DEI CONTI

A quanto pare si è arrivati alla resa dei conti tra il Rettore Dionigi e parte dei professori dell'Insubria. Per chi non lo sapesse i presidi Serra e Rocca (Economia) e l'ex preside di Medicina Cherubino hanno chiesto le dimissioni di Dionigi e dei vertici dell'Ateneo.


Personalmente ero rimasto "fuori dal mondo" per quasi tutta l'estate e la notizia mi ha colpito trovandomi pronto come una marmotta nel mezzo del letargo, quindi non posso fare altro che segnalare gli articoli de La Provincia e del Corriere di Como sulla questione (a firma rispettivamente di Michele Sada e di Andrea Bambace) e l'editoriale di Renzo Romano.


Ecco un altro articolo da La Provincia di Varese.


Prepariamoci, sarà un duro rientro.

sabato 11 settembre 2010

Inter e bestiate matematiche

Riprendiamo l'antico dibattito fra giornalismo e matematica e l'accesa disputa sull'incidenza delle statistiche nell'opinione pubblica...
Studio Sport di oggi: "Chissà se l'Inter riuscirà a mantenere il suo primato: dalla stagione 199X /199(X+1) [non mi ricordo] non fa peggio di almeno una vittoria o un pareggio entro le prime due giornate."
Già subito, senza riuscire ad attendere la fine del servizio e mentre la simpatica cronista sproloquia a proposito delle doti indiscutibili della squadra milanese, mi preme un dubbio.
...Sarà merito dei calciatori o della probabilità?
Così prendo carta e matita - per la verità basta un post it - e mi ci metto.
Possibili eventi: vittoria, pareggio, sconfitta.
La serie vittoria-sconfitta risulta diversa dalla serie sconfitta-vittoria, quindi sono disposizioni con ripetizione di tre eventi (v-p-s) in classi di due (prima e seconda giornata di campionato). Morale: fa tre alla seconda eventi: nove.
Quanti di questi annoverano almeno una vittoria o un pareggio?
...Udite udite: otto. Infatti la combinazione sconfitta-sconfitta è l'unica a non poter far valere la sentenza "almeno una vittoria o un pareggio nelle prime due giornate".
Conclusione: a prescindere dai valori delle squadre in campo, matematicamente parlando c'è una probabilità di 8/9 (88.9%) che una squadra vinca o pareggi almeno una volta nelle prime due partite del campionato.
L'Inter sarà pure forte, ma la matematica lo è decisamente di più.
(E io ho trovato il mio mestiere ideale: la distruttrice di analisi statistiche destinate al consumo dei media...)

Sul "Quanto"

Dare un occhio al post "Collaboratori cercansi" e relativi commenti per aggiornamenti sul Quanto e sulle possibilità di collaborazione...
A presto!

mercoledì 8 settembre 2010

Un mestiere da...mille e una notte

"Le storie che ci raccontiamo su quanto stiamo facendo
sono così varie come le favole di Scheherazade,
e quasi altrettanto implausibili."
(David J. Griffiths)
[Scusate ma non ho resistito alla tentazione di interrompere lo studio per riscrivere questa frase fantastica!]

mercoledì 25 agosto 2010

Agora

Dopo una lunga serie di post relativi alla nostra realtà universitaria vorrei tornare a parlare un pò di cinema, consigliandovi un film del 2009 di Alejandro Amenàbar: Agora.

Il film narra in forma romanzata della filosofa alessandrina del IV secolo Ipazia. Mentre le rivolte e gli attacchi da parte dei gruppi religiosi imperversano ad Alessandria d’Egitto, Ipazia tenta di difendere la conoscenza antica (pagana), rappresentata dal sapere della famosa Biblioteca di Alessandria. I cristiani, in rapida ascesa e guidati dal vescovo Cirillo, la cui ambizione è la distruzione delle altre religioni presenti ad Alessandria, minacciano la coesistenza pacifica promossa dal prefetto Oreste.

Il film racconta in senso lato di un tema ancora oggi (purtroppo) molto attuale: il conflitto tra le religioni e la violenza per imporre il proprio credo (non esente da interessi ecomico-politico-sociali). Nel film infatti Ipazia si può definire non credente (se non nella scienza) e per questo emarginata e destinata a divenire bersaglio della nomenclatura cristiana dell’epoca rappresentata prima da Teofilo e successivamente da Cirillo. Il merito del film (e precedentemente del libro “Ipazia”) è quello di mostrare un periodo storico in maniera efficace e al di fuori degli schemi classici. Non è una riscrittura della storia o revisionismo, ma l’allargamento del punto di vista su situazioni affrontate di sfuggita durante le lezioni di storia a scuola.
Per di più osservando il film con gli occhi di uno studente di fisica è possibile comprendere la difficoltà, la complessità e l'evoluzione che sta dietro alla formulazione di una idea (base di una teoria) che a noi sembra essere banale o scontata (in particolare nel film si parla del sistema eliocentrico). Oltre che capire quanto vasta, ma altrettanto povera, sia la conoscenza umana.

Trailer:

Megavideo:
Non conoscendo la legalità della cosa forse è meglio non piazzare qui il link. Ad ogni modo, in caso di interesse, basta una mail e vi invierò il link da cui trarre il film.

Michele