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lunedì 6 giugno 2011

Asimmetrie nr. 11

L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ormai da anni pubblica un bellissimo periodico di informazione scientifica, Asimmetrie, che in ogni numero si occupa di una particolare tematica legata (chiaramente) al mondo della fisica, dal prossimo-venturo ILC alle onde gravitazionali, passando per l'elusivo neutrino e per il bosone di Higgs.

Il numero che mi è arrivato oggi nella cassetta della posta mi sembra particolarmente interessante, trattando un argomento generale e affascinante come il ruolo delle simmetrie (e delle asimmetrie) in fisica da Noether in poi, tanto che mi pare il caso di far conoscere il più possibile questa pregevole iniziativa.

Questa uscita (come le precedenti) si può leggere integralmente on line a questo indirizzo, ma consiglio caldamente a tutti gli studenti e ai lettori occasionali interessati di fisica di abbonarsi (gratuitamente) al periodico, perché ogni numero è una lettura decisamente interessante e stimolante.

Buono studio e buoni esami!
danG

venerdì 18 marzo 2011

KDE is better!

Come alcuni tra voi sapranno, la gran parte del mio lavoro a computer si svolge su ambiente linux. Tanto per dare un'idea a chi non se ne è mai interessanto, linux non indica UN sistema operativo (come potrebbe essere Windows o OS X, nelle loro varie versioni), ma una sorta di "sistema di base" (chiedo perdono per la definizione approssimativa e forse un po' scorretta) sulla quale chiunque può costruire un sistema operativo completo di tutti i programmi di utilità che siamo soliti trovare su un computer Microsoft o Apple.

Per quanto riguarda linux invece, esistono numerose distribuzioni, ovvero pacchetti organici di programmi che costituiscono diversi sistemi operativi, fondati però su un nucleo comune. Come molti linuxettari, o forse tutti, sono alla ricerca della distribuzione ideale: infatti ciascuna distribuzione offre diverse varianti di programmi a disposizione subito dopo l'installazione, diverse interfacce per gestire il sistema e diversi gradi di smanettamento. In particolare, la mia ricerca mi porta a girovagare e utilizzare più o meno ciclicamente quelle distribuzioni che implementano KDE. Infatti, l'interfaccia grafica su linux non è associata a un unico gestore di finestre, ma se ne hanno a disposizione diversi, con diverse caratteristiche (per capire cosa intendo, provate a dare un'occhiata qui, qui, qui e qui) e soprattutto diversi modi di pensare all'interazione tra l'utente e il computer. Io sono un fervente sostenitore di KDE, non solo per l'eleganza grafica, ma anche perchè mi trovo molto meglio con la filosofia che adotta, rispetto a quella di GNOME, che trovo assolutamente controintuitivo.

Ebbene, negli ultimi tempi utilizzavo openSUSE, che reputavo un'ottima distribuzione, stabile, piuttosto veloce e ben integrata con KDE. Tuttavia, l'upgrade all'ultima versione mi ha lasciato molto scontento. Seguendo il consiglio di un mio amico, mi sono orientato su kubuntu, già provato in passato con cocente delusione. Nonostante questo, ho scaricato il live-cd (che dà la possibilità di provare linux senza apportare alcuna modifica al computer) che sto esplorando in questo momento. Oltre a una selezione ben fatta di poche, fondamentali applicazioni e a una grafica fluida e senza personalizzazioni - due caratteristiche che appresso particolarmente - trovo un sistema completamente funzionante, nessun problema con la scheda video o con la connessione wireless, entrambi un po' problematici nei live cd con le vecchie versioni di KDE, e un'esperienza d'uso decisamente positiva, considerando che i live cd, a causa della lentezza del lettore, sono tipicamente poco fluidi.

Per entrare maggiormente nei dettagli:
  • il desktop è ben organizzato, senza miliardi di widget inutili
  • il browser di default non è firefox, ma quello integrato di KDE, rekonq, che non mi fa assolutamente rimpiangere il mio amato chrome (anzi, penso che cambierò abitudini e lascerò quest'ultimo in disparte)
  • l'editing dei file di testo è fatto con l'ottimo kate, invece che con programmi meno avanzati e/o conosciuti (vedi kwrite, che personalmente non amo)
  • l'applicazione di gestione dei programmi, kpackagekit, spesso nota dolente, funziona a meraviglia anche da live cd
Tutto questo associato alla facilità di gestione dei repository propria di ubuntu, e alle miliardate di pacchetti disponibili. Da non dimenticare, un'applicazione proprietaria per l'installazione facile dei driver non inclusi nella distribuzione (tipicamente quelli della scheda video), che semplifica non poco la vita a coloro che non amano un uso troppo intensivo della shell per la gestione del sistema, come il sottoscritto.

In definitiva, direi che ci si trova di fronte a un'ottima distribuzione, rifinita come si deve per un'ottima esperienza d'uso. Corro ora a scaricare il DVD completo per l'installazione, dopo di che vi farò sapere cone se la cava kubuntu sottoposto a uso intensivo.

mercoledì 24 novembre 2010

E' arrivato!!!

E' arrivato! Finalmente, dopo anni e anni di attesa, notti insonni, pianti a dirotto e giornate passate a sospirare, è arrivato finalmente il sito di Amazon Italia!

Personalmente sono un estimatore dei servizi della grande A, anche se ho fatto acquisti sul loro sito (specialmente libri in inglese) un numero ristretto di volte, causa anche il non chiarissimo sistema di commissioni sulle spese di spedizioni. Di fatto, per capire quanto si sarebbe pagato per l'acquisto di un prodotto, era sempre necessario (dopo essersi registrati, se stessi e la propria fedele compagna, la carta di credito) giungere fino al penultimo passo dell'acquisto, subito prima della conferma, per vedere la fatidica cifra, quella delle spese di spedizione.

Finalmente si potrà accedere a un vastissimo catalogo di titoli molto raramente reperibili in lingua italiana (penso a uno splendido libro di acustica che ho comprato qualche mese or sono) e abbattere considerevolmente le spese accessorie. Si legge infatti nella pagina principale che a fronte di una spesa fissa di 10 € all'anno, tutte le spedizioni saranno effettuate gratuite.

Niente da dire, se non benvenuto...

mercoledì 3 febbraio 2010

Faust a Copenaghen

Quello della fisica nella prima metà del Novecento è ancora un mondo piccolo, reame di pionieri, gente comune con un che di geniale; il suo centro, la sua piazza principale e il suo maniero si trovano in Blegdamsvej, la buia strada di Copenaghen su cui s'affaccia l'Istituto di Fisica Teorica fondato da poco da Niels Bohr. Tra le stanze e gli scaloni di quel palazzo s'intrecciano più volte le strade dei più grandi nomi della fisica dello scorso secolo: racconti sufficienti a riempire un libro.
Ed è quello che fa Gino Segrè, nipote di Emilio, che raccoglie in "Faust a Copenaghen" le storie dei personaggi che stanno dietro alla fisica moderna, ripercorrendo le tappe della rivoluzione quantistica attraverso gli occhi dei suoi protagonisti, rivelando la vita dell'uomo assieme alla biografia dello scienziato, la storia personale legata all'evoluzione della fisica: aneddoti, vite, passioni di uomini normali e insieme geniali, mescolate dal destino a comporre un mosaico comune, un capolavoro di pazienza, fantasia e intuito che non finisce entro i confini di un manuale di fisica, ma riecheggia nelle stanze dell'Istituto danese, a incitare le generazioni future.
Leggendo, si passeggia nei giardini al fianco del "maestro" Bohr, campione d'umanità e generosità, famoso come fisico e sconosciuto come uomo dal cuore grande, quando portò in salvo ebrei danesi chiedendo al re di Svezia in persona asilo. Ci si siede sul letto della camera di Copenaghen, fra il giovane e promettente Werner Heisenberg e il famoso professore, sapendo che in quella stessa camera sarebbero transitati poi Max Delbrück, George Gamow, e molti altri. Si sente l'odore del laboratorio di Lise Meitner, che ebbe il coraggio di far diventare la fisica cosa da donne in uno stanzino fuori dall'università, perché le donne non vi potevano entrare.
Heisenberg, Bohr, Ehrenfest, Pauli, Dirac, Meitner e Delbrück: tutti scienziati, alcuni premi Nobel, altri consegnati a un destino di scarsa fama ma enorme gratitudine per l'impulso dato all'evoluzione della scienza. Ma lontano da Stoccolma com'erano? …"Non c'è un'unica risposta su chi fossero, poiché i fisici sono diversi l'uno dall'altro come i membri di qualsiasi gruppo: ci sono i socievoli e gli introversi, i donnaioli e i fedeli, i girovaghi e gli stanziali. Alcuni erano astemi, altri bevevano troppo. Forse c'era un numero sproporzionato di amanti della musica e di scalatori, ma forse solo perché era stato detto loro che queste passioni erano tipiche dell'ambiente dei fisici."
Nel 1932, l'anno del miracolo per la fisica teorica e centesimo anniversario della morte di Goethe, il tradizionale spettacolo allestito dai partecipanti alla "settimana di discussione" voluta ogni anno da Bohr a Copenaghen, viene dedicato al poeta di Weimar, e in particolare alla sua opera più nota: il Faust. Nella parodia Faust è sostituito dal personaggio Ehrenfest, Mefistofele dallo scorbutico Wolfgang Pauli, che nelle missive si firma "Flagello di Dio". Il Signore non può essere che il personaggio più amato da tutta la comunità scientifica: Niels Bohr; il Re, Einstein. Corredata dagli schizzi di George Gamow, la versione del "Faust di Blegdamsvej" rimase nella memoria dell'Istituto danese come la migliore parodia messa in scena.
Ma la storia annoda i suoi fili a formare disegni incomprensibili e straordinari, o alcune volte inquietanti. Colui che per scherzo aveva sostituito Faust, Ehrenfest, tormentato dalla depressione, dalla convinzione di non essere mai adeguato, si suicidò l'anno successivo. E poco tempo dopo le scelte di quelle giovani menti fino ad allora spensierate si trovarono di fronte al bivio di un altro patto faustiano: il progresso della scienza, all'alba di una nuova guerra mondiale, stava per essere messo al servizio della politica. L'atmosfera non era più quella dei giorni sinceri di Copenaghen; i fisici che sconvolsero il mondo furono ben presto costretti a una diaspora mai riassorbita, e il castello della fisica, in un tempo non remoto saldamente radicato nel centro dell'Europa, finì sommerso dalla polvere come un cimelio dal passato. Mentre in America, in Unione Sovietica e in Germania la fisica firmava il proprio patto col diavolo, Copenaghen rimaneva immobile nel suo immutato sorriso innocente, destinata ad essere citata nei manuali solo per aver dato i natali ad un'"interpretazione". Sorniona, custodisce nel segreto il ricordo incredibile di persone uniche; e, come intervistata, svela nelle pagine di questo libro i particolari di una storia straordinaria, ricordando che ognuna di quelle menti eccellenti non è solo un cognome in calce a quella teoria chiamata Meccanica quantistica: ma anche, e soprattutto, un nome.

"Faust a Copenaghen"
Gino Segrè
ed. il Saggiatore
279 pp.